Archivio per variabili

Dicotomie: il gioco delle contrapposizioni (post in progress)

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 28 giugno 2012 by scrittiapocrifi

Il nostro è un mondo pieno di (finte) contraddizioni. Ogni tanto penso a quante fregature ci danno quelli che la vità è piena di scelte.

Vecchi versus giovani, destra versus sinistra, precari versus tempo indeterminato, poveri versus ricchi, dentro versus fuori, mare versus montagna, rossi versus neri, treno versus automobile, Ducati versus Yamaha, televisione versus libri, natural versus shaved, Italia versus Germania, posto fisso versus imprenditori di sé stessi, stadio versus teatro, India versus Pakistan, Ferrari versus McLaren, immigrati versus clandestini, attico panoramicissimo versus pianoterra con ampio giardino, apocalittici versus integrati, Ettore versus Achille, tecnologia versus cultura, vino versus birra, slip versus boxer, USA versus USSR, diritti versus doveri, Beatles versus Rolling Stones, make versus buy, doccia versus vasca da bagno, finanza versus lavoro, Ryanair versus Alitalia, discoteca versus lounge bar, scogli versus sabbia, prosa versus poesia, the versus caffè, infradito versus espadrillas, pubblico versus privato, vizi versus virtù, amanti dei cani versus amici dei gatti, casa mia versus casa tua, cravatta versus casual, Milan versus Inter, Ursus versus Maciste, Saviano versus Gomorra, carne versus pesce, democrat versus republicans, forma versus funzione, marxismo versus liberismo, cattolici versus protestanti, albergo versus bed and breakfast.

Se qualcuno vuole può contribuire, inserirò le voci segnalate. Forse.

NuMb3r5

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , , on 11 maggio 2009 by scrittiapocrifi

Un tempo, la matematica decisamente non era il mio forte. Non mi piaceva, la trovavo astratta e inutile. E per inciso, me la prendevo fissa a settembre.
Poi ho scoperto che i numeri, se gli si fanno le domande giuste, possono raccontare una parte sostanziale della verità delle cose, così ho deciso di studiarli meglio.
Bisogna saperli far parlare, però. Non è affatto vero che siano capaci di farlo da soli.
A volte si fanno delle curiose scoperte, altre volte si ottengono conferme a quello che già si credeva di sapere. Più spesso, capita di spaccarsi la testa su numeri che non hanno alcun senso.
Ogni tanto, però, capita di aver fatto così bene questo lavoro che in una semplice tabella di otto righe per sei colonne ci puoi leggere, e nemmeno troppo in filigrana, la risposta a domande decisive.
Io ci ho letto, nientemeno che la campagna elettorale per le politiche 2008. Casella per casella. Ed ho capito, ad esempio, perché il TG di Emilio Fede non è per caso, ma per interesse.
Miracoli del data entry man.

La nausea (data entry men)

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , , on 18 marzo 2009 by scrittiapocrifi

Caro Jean Paul, so che il tuo libro l’hai finito di scrivere settant’anni fa. Ma oggi il concetto rimane assai attuale, se si pensa alla vita grama dell’operatore di data entry, cioè quel poveraccio che per ore  ore ogni giorno se ne sta chino su una tastiera ad inserire dati di questionari. 
Il lavoro del data entry man consiste, infatti, nel tradurre in numeri all’interno di caselle risposte inutili a domande incomprensibili.
Quando sarà cresciuto professionalmente, gli consentiranno di analizzare le risposte inutili per tradurle in affermazioni prive di senso.
Poi, se farà carriera, sarà lui stesso a pensare le domande incomprensibili, cosi potrà verificare le sue ipotesi assurde e, allo stesso tempo, meritarsi fino in fondo tutto l’odio dei data entry men.