Archivio per stanchezza

Tratti di matita cancellati (quando arriva la crisi)

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 23 maggio 2012 by scrittiapocrifi

Quando arriva la crisi economica non te ne accorgi soltanto perché ne hanno scritto su qualche quotidiano. Non te ne accorgi perché al Tg della sera martellano ossessivamente sulla gente che si butta dalla finestra. Te ne accorgi perché inizi a vedere intorno a te dei buchi lasciati da persone che conosci, che la crisi ha cancellato come se avessero passato una gomma su un tratto di matita. Rimangono solo pochi trucioli e un segno leggero, appena impresso sulla carta. Ci si guarda intorno e si vede il buco di quello che era il negozio di un tuo amico, chiuso perché non ha più clienti e il proprietario vuole comunque aumentare affitto. Ci si guarda intorno e si vedono le persiane chiuse del monolocale lasciato in fretta e furia dall’amica che non riusciva a pagare più seicento euro al mese e si sta organizzando per andare a vivere in campagna, dove i prezzi sono sempre alti ma più sostenibili. Ci si guarda intorno e si vedono tuo cugino e la moglie, due figli a carico e nemmeno un contratto di lavoro stabile, che al concorso bandito anni e anni fa hanno trovato centinaia, forse migliaia di poveri cristi nelle loro stesse condizioni. Ci si guarda intorno e si vede la mascella gonfia e dolorante dell’altra amica che vorrebbe farsi curare due denti che ormai possono essere solo devitalizzati ma non può spendere tremila euro di dentista e non ha nemmeno i soldi per volare a Bucarest o a Sofia a farseli rimettere a posto da qualche macellaio low cost. Ci si guarda intorno e ci si accorge che da un momento all’altro scadrà anche il tuo contratto e sul lavoro nessuno dice nulla sul rinnovo e nemmeno di quale morte devi morire. Ci si guarda intorno e piano piano intorno a sé si vedono tanti, troppi pezzi di vita cancellati  come se avessero passato una gomma su un tratto di matita. Poi ti guardi allo specchio e ti consoli, per un attimo, vedendo che per il momento la precarietà, i debiti, la mancanza di lavoro non sono ancora riusciti a cancellarti. Ma ti chiedi cos’altro potrà accadere domani. E se al tuo posto nello specchio non vedrai altro che un buco. Un tratto di matita cancellato su un foglio bianco, e un segno leggero, appena impresso sulla carta.

Post scriptum: mentre chiudo il post passo per caso davanti all’ennesima filiale di banca che è spuntata nella zona. E si tratta di una banca d’affari. Oggi c’è l’inaugurazione e, oltre ad un buffet pantagruelico sui desk sono ben visibili tanti secchielli di champagne, per l’esattezza Veuve ClicquotUn brindisi, in fondo, non si nega a nessuno.

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Prima o poi scriverò qualcosa…

Posted in Uncategorized with tags , , , , on 19 novembre 2010 by scrittiapocrifi

Ma ora sono troppo stanco per farlo in maniera decente. E’ soltanto un anno che continuo a ripetermelo.

Probabilità e imprevisti

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 26 maggio 2009 by scrittiapocrifi

Fai un incidente col motorino, ti fai male e i danni sono notevoli. Sai che hai ragione, ma non sai come farti risarcire e devi affidare l’incarico ad un avvocato. Imprevisti.
C’è in ballo una grossa commessa di lavoro, cui stai lavorando da mesi.  La committenza decide che sarai tu a trattare con loro. Probabilità.
Ti clonano il bancomat e ti prosciugano il conto. L’assicurazione, tra qualche mese dovrebbe risarcire il danno, ma intanto fai pellegrinaggi tra banche e stazioni dei carabinieri. Imprevisti.
Da un lavoro che nessuno voleva e invece è capitato proprio a te è uscita una  novità imprevista ed importante, che vale più di una pacca sulle spalleProbabilità.
Il tuo vicino di casa, che è un rompicoglioni e ha sempre qualcosa di cui lamentarsi, ti rompe le palle per un tubo fissato male che devi bloccare. Probabile chiamata di tecnico, sicura uscita di soldi. Imprevisti.
La tua postazione di lavoro era in una stanza brutta, sovraffollata e soprattutto piena di stronzi. Il tuo capo ti concede il trasferimento in un posto diverso, dove c’è silenzio, luce e poca gente. Probabilità.
Stai davvero lavorando troppo, il caldo ti uccide, l’insonnia non ti dà tregua e da due mesi hai sempre il naso chiuso per l’allergia. Dovresti andare dal medico, ma già sai che ti dirà le solite cazzate, e non puoi fermarti per una settimana per riposare e curarti. Imprevisti.