Archivio per odore di caprone

Personaggi maleodoranti

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 4 Mag 2009 by scrittiapocrifi

Da oggi le motivazioni per cui la gente puzza non riguardano soltanto la trascuratezza nella cura dell’ igiene personale, ma sono anche un fatto politico. Ha ragione Berlusconi.
Effettivamente deve pur esserci qualcosa di politico nel fatto che ieri, tornando a casa, l’ascensore era impestato di un nauseabondo odore di aglio marcio misto a rutti di alcoolizzati. Sarà un’espressione di dissenso di classe, mi sono detto. Un modo di dire pubblicamente che si detestano le convenzioni igieniche borghesi.
E ho voluto approfondire la questione con un ampio tour in odorama sui mezzi pubblici della città, con il pretesto di avere il motorino in avaria e dover andare al lavoro lo stesso. Con l’occasione, mi sono detto, magari scoviamo qualche ottimo candidato alle europee. Non un puzzettone qualsiasi, un punkabbestia di dubbi olezzi. 
Comè noto, autobus, tram e metropolitane sono il registro olfattivo delle abitudini igieniche e sopratttto mentali della popolazione. Unimpareggiabile  database di olezzi, miasmi e fetori, stratificato per sesso, età, condizione socialeappartenenza etnica e atteggiamento politico. Per condurre questa osservazione sul campo, ho scelto così un giorno ed un orario e, soprattutto, una temperatura ideali: nè troppo fresco, che inibisce la cinetica delle molecole delle puzze; né troppo caldo che stimoli una iperproduzione ed una saturazione dei recettori olfattivi.  
Ecco qui qualche risultato. Le vecchiette sanno prevalentemente di broccoli stracotti misti a naftalina, ma tutto sommato sono sopportabili.  I vecchietti, invece sanno di naftalina mista a dopobarba di infima categoria. Alcuni stranieri, in prevalenza dell’est, sanno invece di sudore e di metaboliti dell’alcool, sovente accompagnati ad una persistente nota di cipolla stufata e grasso di montone. Poi ci sono le gran signore che sanno di lacca per capelli e fanno il bagno nel profumo, talvolta con un sottofondo di leggerissime perdite di urina, che è vero, non devono cambiare la vita ma, in compenso, si sentono. Le ragazzette odorano invece di gomma da masticare, sudore di piedi rappreso nelle scarpe di gomma Converse e, talvolta, di mestruo. I ragazzi più giovani sanno invece d’ascella pezzata e di ormoni lasciati in libertà, che in qualche occasione si accompagnano alle note agrumate di gel per capelli da pochi euro. Quelli che scorreggiano in autobus non li contiamo proprio perché sono i personaggi più infidi e subdoli in cui ci si possa imbattere.
Ma il più terribile di tutti era un signore sulla cinquantina, apparentemente ben vestitostirato. E ha deciso di sedersi proprio accanto a me. Un tanfo indescrivibile e penetrante di idrocarburi aromatici, montone selvatico, cane bagnato, gallina, piscio e tabacco marcio, sudore acido e astinenza dal bidet.
La cosa peggiore è che sono bastate quattro fermate perché quest’odore mi si attaccasse addosso, come una piovra, pronto a ripresentarsi a sorpresa mentre sto parlando con una collega o un importante committente, o nel bar a prendere un caffè, magari con una bella ragazza.
Ecco, ora ho capito perché aveva ragione Berlusconi: il disagio che si prova è immane. Tra i requisiti di un candidato al Parlamento Europeo devono esserci un aspetto, un decoro ed una igiene più che dignitosa, a prova di qualsiasi controllo mutande a campione. Ecco perché, mentre impazza la divorce story, ha deciso di candidare uomini profumatissimi come Mastella e Pomicino.

Chissà perché, dalle mie parti il Cavalier Benito Mussolini viene ricordato affettosamente con l’epiteto di “er puzzone“.