Archivio per insonnia

Probabilità e imprevisti

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 26 maggio 2009 by scrittiapocrifi

Fai un incidente col motorino, ti fai male e i danni sono notevoli. Sai che hai ragione, ma non sai come farti risarcire e devi affidare l’incarico ad un avvocato. Imprevisti.
C’è in ballo una grossa commessa di lavoro, cui stai lavorando da mesi.  La committenza decide che sarai tu a trattare con loro. Probabilità.
Ti clonano il bancomat e ti prosciugano il conto. L’assicurazione, tra qualche mese dovrebbe risarcire il danno, ma intanto fai pellegrinaggi tra banche e stazioni dei carabinieri. Imprevisti.
Da un lavoro che nessuno voleva e invece è capitato proprio a te è uscita una  novità imprevista ed importante, che vale più di una pacca sulle spalleProbabilità.
Il tuo vicino di casa, che è un rompicoglioni e ha sempre qualcosa di cui lamentarsi, ti rompe le palle per un tubo fissato male che devi bloccare. Probabile chiamata di tecnico, sicura uscita di soldi. Imprevisti.
La tua postazione di lavoro era in una stanza brutta, sovraffollata e soprattutto piena di stronzi. Il tuo capo ti concede il trasferimento in un posto diverso, dove c’è silenzio, luce e poca gente. Probabilità.
Stai davvero lavorando troppo, il caldo ti uccide, l’insonnia non ti dà tregua e da due mesi hai sempre il naso chiuso per l’allergia. Dovresti andare dal medico, ma già sai che ti dirà le solite cazzate, e non puoi fermarti per una settimana per riposare e curarti. Imprevisti.

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Insomnia

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , on 7 aprile 2009 by scrittiapocrifi

Ora legale, eccesso di caffè, cene pesanti e stress. Soprattutto stress. Sono saturo di quella fatica mentale che rende difficile addormentarsi e riposare. E’ come se la mente, inseguita dalle scadenze, dai pensieri, dai grandi interrogativi della vita continuasse inesorabilmente a ticchettare anche mentre dormo, come se passassi la notte a elaborare tavole di contingenza tra le variabili della vita.
Sono condannato da mesi a svegliarmi in piena notte senza riuscire a riaddormentarmi. Mi sembra di dover pisciare, mi alzo ma poi è un falso allarme e rimango a guardare il soffitto. Nel buio. Ogni mattina, quel che resta di me va al lavoro sempre più verde. Sempre più irritabile e, soprattutto, sempre più stanco.
E così che ho deciso che dovevo dormire: ho passato il week end a stancarmi fisicamente, a mangiare pesante e berci sopra un paio di bicchieri di vino rosso. Mi butto sul letto e, non so come, rubo tre ore e mezza di debiti al sonno.
Poi vado in farmacia e compro la melatonina che tutti me ne hanno parlato bene. Vado al cinema e a metà del secondo tempo mi calo la compressina magica. Infatti, appena arrivo a casa crollo sul letto. Mi sveglio poco prima di mezzogiorno. Inizio a recuperare forze e lucidità, sorrido a tutti e mi sento carico di energia.
Continuo con le compressine di melatonina, che sanno di gesso e per quanto ne so, potrebbero anche essere di gesso. Ma pare che funzioni e decido di continuare con la cura.

Funzionerà, lo sento, funzionerà.

Ora illegale

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 31 marzo 2009 by scrittiapocrifi

 

Puntuale, ogni terzo sabato di marzo, da dietro le spalle, arriva l’ora illegale. I telegiornali dicono che scatta, ma sbagliano perché a scattare non è l’ora e nemmeno l’orologio, ma il sistema neurovegetativo della gente.  Puntualmente, mi si sballa il bioritmo e per almeno tre settimane per l’intera mattinata sono uno zombie. Per esempio, adesso dovrei essere concentratissimo sul mio lavoro, ad elaborare sofisticate astrazioni. Ma ho scritto più o meno tre righe. E’ chiaro che devo ancora ossigenare il cervello e più di tanto non posso chiedergli. Quest’anno pensavo di poterla fregare, l’ora illegale. Sabato notte, prima ho messo gli orologi avanti di un’ora e poi me ne sono andato a dormire, fingendo di ignorarla. Domenica sera sono andato a letto alle undici che fino al giorno prima erano le dieci di sera. Lunedì mi sono svegliato alle sette e mezza che fino al giorno prima erano le sei e mezzo del mattino, un orario da stakanovisti, felice per aver giocato d’anticipo sull’insonnia, che però ha imprevedibilmente sgamato il trucco. E infatti, mi sembrava troppo bello di essere tutto pimpante e reattivo, ieri. Oggi l’insonnia si è vendicata, ed ero sveglio già alle quattro e mezza del mattino che fino al giorno prima erano le tre e mezza del mattino. Naturalmente, a quel punto era impossibile riaddormentarsi. Mi brucia lo stomaco e non ho il Maalox. Ho gli occhi a fessura, tutti arrossati. Il cervello galleggia quasi inattivo nella scatola cranica, senza nemmeno l’ovatto conforto dell’Aulin. Sarà forse stata colpa del guacamole di ieri sera?