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Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , , on 11 maggio 2009 by scrittiapocrifi

Un tempo, la matematica decisamente non era il mio forte. Non mi piaceva, la trovavo astratta e inutile. E per inciso, me la prendevo fissa a settembre.
Poi ho scoperto che i numeri, se gli si fanno le domande giuste, possono raccontare una parte sostanziale della verità delle cose, così ho deciso di studiarli meglio.
Bisogna saperli far parlare, però. Non è affatto vero che siano capaci di farlo da soli.
A volte si fanno delle curiose scoperte, altre volte si ottengono conferme a quello che già si credeva di sapere. Più spesso, capita di spaccarsi la testa su numeri che non hanno alcun senso.
Ogni tanto, però, capita di aver fatto così bene questo lavoro che in una semplice tabella di otto righe per sei colonne ci puoi leggere, e nemmeno troppo in filigrana, la risposta a domande decisive.
Io ci ho letto, nientemeno che la campagna elettorale per le politiche 2008. Casella per casella. Ed ho capito, ad esempio, perché il TG di Emilio Fede non è per caso, ma per interesse.
Miracoli del data entry man.

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La nausea (data entry men)

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , , on 18 marzo 2009 by scrittiapocrifi

Caro Jean Paul, so che il tuo libro l’hai finito di scrivere settant’anni fa. Ma oggi il concetto rimane assai attuale, se si pensa alla vita grama dell’operatore di data entry, cioè quel poveraccio che per ore  ore ogni giorno se ne sta chino su una tastiera ad inserire dati di questionari. 
Il lavoro del data entry man consiste, infatti, nel tradurre in numeri all’interno di caselle risposte inutili a domande incomprensibili.
Quando sarà cresciuto professionalmente, gli consentiranno di analizzare le risposte inutili per tradurle in affermazioni prive di senso.
Poi, se farà carriera, sarà lui stesso a pensare le domande incomprensibili, cosi potrà verificare le sue ipotesi assurde e, allo stesso tempo, meritarsi fino in fondo tutto l’odio dei data entry men.