Nosferatu e l’Italia con le scarpe di cartone

Mi ero riproposto, assolutissimamente, di non parlare di politica in questo blog. Poi stasera ho visto Alessandro Sallusti, il Nosferatu che finge di dirigere il Giornale al posto di Feltri, e mi sono incazzato un po’ più del solito. Parlando delle proteste dell’Università e del precariato giovanile ha detto che “chi a 37 anni ancora rimane a casa con i genitori è un fallito, ha dei problemi personali“.
Una frase brutta, da parvenu arricchito che fa sfoggio di arrogante cafoneria, che si rivolge con disprezzo ai paesani rimasti poveri, inutilmente violenta ed offensiva, ma soprattutto stupida. Anche se la si vuol far passare per arguto dissenso nei confronti del “politically correct“. Come quella volta che, parlando degli immigrati di Rosarno, Feltri li definì “negri” (anche se avevano ragione).
Ho immaginato Sallusti travestito da Maria Antonietta Asburgo Lorena , con una parrucca incipriata e un vestito in broccato di seta,  che di fronte al popolo affamato pronuncia la fatidica frase “s’ils n’ont plus de pain, qu’ils mangent de la brioche. Si sa poi quanta fortuna le portò quella frase.
Le affermazioni di Nosferatu, come il personaggio che interpreta ogni sera da Ballarò a Porta a Porta, da Exit a Matrix, mi sono comunque sembrate una metafora del berlusconismo e di come abbia assecondato l’inclinazione naturale degli italiani a non preoccuparsi dei problemi altrui, e quando iniziano a diventare anche problemi propri pensano a farsi furbi e a trovare qualche escamotage per uscirne, per salvarsi, ma rigorosamente da soli o al massimo con la famiglia. Fortunatamente non siamo tutti così. L’alluvione di Firenze, il terremoto in Irpinia servono a ricordarlo, ogni tanto.
E non c’è nulla in tutto questo che riguardi la finta contrapposizione tra destra e sinistra, ormai svuotata di ogni significato, buona solo per i talk show.
Ma purtroppo gli italiani amano i sogni di gloria e ogni tot anni si rincoglioniscono completamente. E sembrano capaci di risvegliarsi solo quando i sogni si trasformano in tragedie. Gli italiani di oggi assomigliano un po’ agli alpini di ieri, mandati a fare la guerra sulle pianure del Don, con le scarpe di cartone ai piedi. Speriamo solo che almeno stavolta l’Italia riesca a svegliarsi prima. E che a Sallusti i capelli inizino a crescergli verso l’esterno come tutti gli altri, e non verso l’interno del cranio. Hai visto mai che così inizi a ragionare?

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16 Risposte to “Nosferatu e l’Italia con le scarpe di cartone”

  1. amnesialemon Says:

    Poreeeello!Quanto me fa pena, manco compassione ma pena, di quelle pene che ti danno persino fastidio ed irritazione provare. E allora chi, che sò, a 43 anni si iscrive all’università per cambiare prospettiva, per cimentarsi in qualcosa di nuovo, per approfondire,conoscere, capire cos’è? Un disadattato? Un pazzo da rinchiudere? Ma sta politica che visione ha dei percorsi di vita? Sinceramente vorrei andargli a dire due cosette, tipo che se scelgo di stare a casa con mia madre non mi sento disadattata ma impossibilitàta a fare altrimenti, che se ho scelto di metterci un po’ di pù a fare una tesi ci sarà un perchè e che questo perchè mi rende orgogliona visto che la tesi verrà pubblicata, che se ho scelto di vivere per due anni in un paese straniero interrompendo gli studi pure ci sarà un perchè, che se scelgo di andare a lavorare all’estero pure c’è un perchè, che se ho scelgo (purtroppo) di non costruirmi una mia famiglia pure ci sarà un perchè, e non sempre, per quanto possa sbagliare come qualsiasi essere umano, dicevo non sempre ciò che scelgo dipende da me. Ma non sono nè infelice, ne disadattata, nè vuota- casomai, è la sua vita vuota di contenuti. ma tanto a uno così tutti i perchè e le scelte che faccio non interessano per cui si tolga dai coglioni che a questo paese servono teste pensanti. Però che lo sappia che io, tu e noi tutti SCEGLIAMO! Anche lui sceglie (forse inconsapevolmente) di seguire un modello di vita che per fortuna non m’appartiene.

  2. scrittiapocrifi Says:

    Io non sono riuscito ad addormentarmi per la troppa voglia di prenderlo a ceffoni. Lecchini ultraraccomandati che vogliono dare lezioni di meritocrazia e di vita a chi si fa un culo così e trova sempre e soltanto porte chiuse davanti a sé. A me non fa pena, a me fa vomitare.

    • amnesialemon Says:

      Ma nun lo fa sto sforzo! Il vomito è pure troppo… Però un paio di ceffoni je li darei pure io!Annamo? 😉

  3. Io so di non poter dare un parere completo,ho visto la trasmissione in parte ,certo vorrei sapere di più su questa tanto chiaccherata riforma Gelmini,perchè se parla tanto in termini di pareri , ma non mi sembra che sia mai trattata articolo per articolo.
    Io voglio sapere di più sul palazzo di Oristano, voglio sapere chi è il compratore, voglio sapere se i funzionari che hanno così facilitato l’acquirente , son incapaci o collusi.
    E’ la frase dell’impiegata dell’ inpdap “abbiamo bruciato i nostri fondi per il futuro”, che mi spaventa!

  4. http://ildiluvio.blogspot.com/
    è bello sapere che non siamo soli a notare certe voragini di rispetto per la vita e l’altrui persona. Certamente non comprerò mai IL GIORNALE diretto da un simile individuo.

    • scrittiapocrifi Says:

      Io invece penso che il Giornale vada letto per capire con cosa ci si stia misurando. Leggere i forum per avere l’esatta misura di cosa stia pulsando nella pancia del berlusconismo. E a volte si trovano segni da decifrare con attenzione. Come le durissime critiche incassate da parte dei lettori all’indomani della raccolta di firme contro Saviano. E’ il segno che resta un limite che nemmeno chi crede di aver già vinto tutto può sorpassare.

      • Personalmente cerco di non sovvenzionare persone che non meritano sostegno. A noi sono rimasti pochi poteri ed il maggiore ormai è quello della moneta, anche se ormai poca, e con la moneta penso che si possa dare consenso o toglierlo. Se sono antiberlusconiano non acquisterò un prodotto berlusconiano. Se Sallusti è un individuo che parla male di tutto puchè parli, se s’è scordato com’è vivere nel mondo, come posso pensare di leggere robe scritte da lui che secondo me ha perso il lume della realtà.
        Leggerò altro, ma non lui. Figuriamoci spendere un euro ed oltre per lui e chi gli da lavoro.

  5. per carità. non mi sogno nemmeno lontanamente di difendere sallusti. lo chiarisco subito così magari non mi si fraintende per quello che sto per scrivere. io credo che al di là della rabbia contingente che genera la grettezza di ciò che dice e di come lo dice, ci sia un fondamento di verità, nella misura in cui dobbiamo ammetterlo senza infingimenti che la nostra generazione, quella di quelli nati fra il settanta e l’ottanta, per dire, ha delle responsabilità gravissime. portiamo sulle spalle la responsabilità della nostra ignavia, dell’esserci fatti rubare il futuro ed essere diventati maturi e fra un pò vecchi senza essere diventati adulti. ci siamo lasciati praticare la violenza più spregiudicata. abbiamo accettato senza fiatare, o quasi, un’involuzione civile e culturale, lasciando che ci scippassero quello che ci spettava di diritto, e cioè la possibilità di contare qualcosa. è un fenomeno tutto italiano. lo posso testimoniare con la mia esperienza. dobbiamo fare pure dei grandi mea culpa e non solo incazzarci quando sentiamo sbraitare i cani servili di berlusconi, lo stesso che i nostri coetanei votano ancora in grandissima maggioranza. per cambiare c’è pure bisogno di fare massa critica intorno ad alcune questioni fondamentali e noi, mi dispiace, ma non l’abbiamo fatto. se iniziamo a riconoscere questo, potrebbe pure non essere troppo tardi. secondo me, of course.

    • scrittiapocrifi Says:

      Hai ragione. Lo dico amaramente ma hai ragione. Ho visto io ragazzi di questa generazione pugnalarsi alle spalle per uno stage, diventare i peggiori interpreti del mobbing, i più inclini all’uso del mezzuccio per far fuori qualche concorrente scomodo, della furbizia fine a sé stessa. Non li difendo, ma forse anche questi stanno iniziando a svegliarsi, a capire che a dare gomitate si rischia di prenderne anche di più, e soprattutto che di tutto questo ha beneficiato qualcun’altro.

  6. Ci è piaciuto il paragone che avete fatto, nonché ricordo dell’alluvione di Firenze e del terremoto in Irpinia.
    E’ molto triste cmq sentire le parole di un giornalista che si pronuncia in quel modo…gli auguriamo di non trovarsi mai in una situazione di miseria

    • scrittiapocrifi Says:

      C’è un Italia che pensa solo a salvarsi il culo e gli altri peggio per loro, ed è l’Italia di Sallusti e tanti troppi altri. E c’è un’Italia pronta a rimboccarsi le maniche per gli altri. Per il resto Sallusti si trova già in una situazione di miseria e squallore morale. Puoi dirigere un giornale, rimani un poveraccio.

  7. scrittiapocrifi Says:

    Sallusti ad Adinolfi, in televisione: “Ti dovrebbero picchiare con un bastone”. Due settimane dopo Sallusti è stato esaudito:

  8. Alessandra Says:

    è storicamente dimostrato che M.Antonietta non pronunciò mai quella frase….chissà perchè poi si insista ad attribuirgliela

  9. [P. S.] A proposito della Ricciarda Ella mi ha scritto vous êtes inconcevable! – La si era recitata a Brescia con più di 100 versi espunti dai censori politici, prima ch’io tornassi a Milano; e così mutilata fu recitata anche a Parma: qui si voleva a ogni patto seguire l’esempio, e costringermi ad approvare o tollerare la politica mutilazione: negando io, si volle oppormi l’impresario come padrone della Tragedia; m’acconciai con esso rifacendolo in parte del guadagno che sperava dalla recita: ma i politici insistevano per indurmi a fare uno scandalo: io per ritirare la tragedia, la ho affettatamente screditata.

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