Neolingua (post in progress)

“La Neolingua era distinta da quasi tutte le altre lingue dal fatto che il suo vocabolario diventava ogni giorno più sottile invece di diventare più spesso. Ogni riduzione rappresentava una conquista, perché più piccolo era il campo della scelta e più limitata era la tentazione di lasciar spaziare il proprio pensiero. Si sperava, da ultimo, di far articolare il discorso nella stessa laringe, senza che si dovessero chiamare in causa i centri del cervello”.
George Orwell, 1984

Ecco come si sta realizzando la profezia di Orwell. Per compilare questo breve dizionario della neolingua berlusconiana è stato sufficiente sfogliare  le dichiarazioni di Berlusconi, di qualche ministro o sottosegretario e alcuni pregevoli editoriali di “Libero” e “Il Giornale” dell’ultima settimana e tradurle pragmaticamente. L’utilità del dizionario è che tutte le voci possono essere consultate  indifferentemente in un verso o nell’altro, secondo l’unico criterio logico dell’utilità del momento.

Se qualcuno vuole può contribuire, inserirò le voci segnalate. Forse.

Annozero = boomerang;
Antiberlusconismo = invidia;
Autonomia = subordinazione;
Avversario = nemico;
Bugia = verità;
Canone Rai = tassa Santoro;
CEI (Conferenza Episcopale Italiana) = cattocomunisti;
Censura = consenso;
Coesione sociale = allineati e coperti;
Comunista = satana col pisello fuori dalla patta;
Conflitto d’interesse = what?;
Contraddittorio = monologo;
Corruzione = dazione a fondo perduto;
Corte Costituzionale = comunisti e anche un po’ napoletani;
Costituzione = moloch;
Condono evasori = scudo fiscale;
Critica = sentimento antitaliano;
Cultura = ciarpame;
Democrazia = populismo;
Dibattito = alzare la voce per coprire quella degli altri;
Disegno eversivo = spauracchio per quando le cose si mettono male;
Docenti universitari = baroni;
Elettori dell’opposizione = coglioni;
Elettori di sinistra = sinistri;
Elezioni = incoronazione;
El Pais = giornale amico dei comunisti;
Erdogan = amico;
Evasori fiscali = imprenditori tartassati;
Exit strategy = mascherare una sconfitta o una disfatta;
Feltri Vittorio = uno che agisce di sua iniziativa;
Financial Times = giornale amico dei comunisti;
Fini = traditore e comunista;
Gheddafi = amico;
Giornalismo = faziosità;
Giornalisti = farabutti;
Guerra = missione di pace;
Ignoranza = forza;
Immigrato = clandestino;
Impiegati statali = fannulloni;
Informazione = gossip;
Insinuazione = verità;
Insulti = verità;
Intellighentzia = (dispr.) chiunque perda tempo a leggere libri; 
Kim Jong Il = amico;
Lavorare = fare annunci ai media;
Lavoratori statali = fannulloni o panzoni;
Liberale = comunista;
Libertà = schiavitù;
Libertà di stampa = farsa;
Lodo = impunità;
Magistrati = toghe rosse;
Magistratura = eversione;
Ma va là = zitto;
Menzogna = verità;
Meritocrazia = cooptazione per “amicizia”;
Michelle Obama = moglie abbronzata di amico abbronzato:
Mi consenta = ora parlo io;
Minzolini Augusto = giornalista obiettivo;
Moderato = estremista;
Moralità = corruzione;
Murdoch (Rupert) = il capo del complotto demo-pluto-catto-masso-comunista contro Berlusconi;
Negro = abbronzato;
Obama = amico abbronzato;
Oppositori = comunisti o cattocomunisti, in ogni caso nemici;
Opposizione = odio;
Ottimismo = prevaricazione;
PD = ex comunisti;
Papa Benedetto XVI = un amico;
Pluralismo = monocrazia;
Pressappochismo = professionalità;
Privacy = fare quello che cazzo mi pare;
Prostituta = escort;
Protagonismo = presenzialismo (andare a Porta a Porta);
Putin = amico;
Renzo Bossi = uno studente modello;
Risarcimento danni = tentativo di golpe;
Sentenza ad orologeria = qualsiasi causa persa dal PresDelCons;
Servizio pubblico = al servizio del Governo;
Sessantotto = discesa dell’anticristo;
Sondaggi favorevoli = vox populi, vox Dei;
Sondaggi sfavorevoli = sondaggini sbagliati della sinistra;
Tasse = furto;
Terremoto = ricostruzione;
The Times = giornale amico dei comunisti;
UE = amici dei comunisti;
Università = covi di comunisti e fancazzisti;
Utilizzatore finale = puttaniere;
Veline = candidate;
Verità = calunnia.

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64 Risposte to “Neolingua (post in progress)”

  1. amnesialemon Says:

    Protagonista=iper-presenzialista
    Ma dopo la lista hai anche un set di bottiglie di vino rosso pre sbronzarci?Perchè vorrei dimenticare!

  2. Eh, bellissimo post, non escludo di potere aggiungere il mio modesto contributo 🙂

  3. Utilizzatore finale mi è piaciuta assai

    • scrittiapocrifi Says:

      Non è mia, purtroppo. E’ di quel genio di Ghedini. A proposito, qualcuno sa che fine ha fatto? L’avrà mica inghiottito la nebbia?

      • Fabrizio Says:

        A mio parere lo licenziera’ dal “parlamento=votificio” alle prossime, vicine, elezioni anticipate.
        Si potrebbe aprire un nuovo thread con i nomi dei “licenziati” del partito-azienda berlusconano dal 1994 ad oggi; inizio io !?
        DOTTI
        GUZZANTI (padre)
        FERRARA

        • scrittiapocrifi Says:

          Ci sarebbe da fare un post apposta, ma sinceramente l’idea di mettermi a fare lo storico di FI/PDL non mi eccita granché.

  4. Bellissimo. Ci ho pensato spesso anch’io, a questa cosa – ma qui, su questo post, c’è quasi tutto quello che volevo raccogliere… Aggiungerei solo “Magistrati=toghe rosse”.

  5. propongo:
    Santoro = boomerang per la sinistra
    Lodo Alfano = godo, Alfano

  6. exit strategy= sconfitta

  7. bravo!

    complimenti!

  8. Fabrizio Says:

    Saltare su una bomba = Missione di pace

  9. Veline = Candidate
    Terremoto = Ricostruzione
    Sondaggi favorevoli = Vox Populi
    Sondaggi sfavorevoli = Manipolazione dell’Informazione
    Papa = Voti
    Escort = Ford
    Feltri = Un giornalista

  10. Sentenza lodo Mondadori = Al di là del bene e del male

    Motivazione sentenza = Così parlò Zarathustra

  11. Complimenti per il post . Purtroppo , drammaticamente vicino alla realtà.
    Quando lessi per la prima volta Orwell , 5/6 anni fa, dicevo dentro di me , che non sarebbe stato possibile, perchè il popolo si sarebbe opposto .
    Devo ricredermi ?

    • scrittiapocrifi Says:

      Penso sia più utile riflettere, che poi era l’obiettivo del mio post. Il paradosso politico di Orwell è che la sua opera è un esplicito attacco ai totalitarismi, da molti interpretato come un attacco esplicito al regime di Stalin in Unione Sovietica. Colpisce che oggi i più entusiasti seguaci di questo modo di fare propaganda siano i più feroci “anticomunisti” di oggi. Che peò si comportano come gli Stalinisti degli anni ’50. Non sarà un po’ strano?

      • Non è ‘strano’ nella misura in cui il totalitarismo non ha colori.
        In realtà il totalitarismo non esiste di fatto, è un ‘comportamento’ e quindi non si connota, ha una natura liquida, si adatta.
        Non importa chi. Importa come.

        La guerra è pace
        La libertà è schiavitù
        L’ignoranza è forza.

        • scrittiapocrifi Says:

          Eh no: mi sembra una rilettura di Zigmunt Bauman un po’ troppo all’acqua di rose. Il totalitarismo ha un colore ben preciso ed è paradigmaticamente “solido”.

          • Perchè, su, trovami delle differenze tra il totalitarismo russo e quello tedesco o, ancor meglio, quello italiano.
            Se mi stai sulle particolari, non va.
            Di base, il concetto è che sono una serie di comportamenti dettati da necessità.
            E io Bauman non lo sopporto proprio.

            Grazie per l’acqua di rose, comunque.

          • Perchè, su, trovami delle differenze tra il totalitarismo russo e quello tedesco o, ancor meglio, quello italiano.
            Se mi stai sulle particolari, non va.
            Di base, il concetto è che sono una serie di comportamenti dettati da necessità.
            E io Bauman non lo sopporto proprio, è una mia pura opinione.

            Grazie per l’acqua di rose, comunque.

          • scrittiapocrifi Says:

            Il totalitarismo NON è mai una scelta dettata da una necessità: è un tipo di governo che presuppone scelte molto precise. L’ideologia che lo ispira non è secondaria: il regime di Pol Pot, il nazismo, il fascismo in Italia o il governo dei colonnelli in Argentina hanno matrici completamente diverse.

        • C’è un bel libro di Martin Amis (forse il più grande scittore inglese vivente) dal titolo “Koba il terribile”, che è un durissimo atto di accusa contro lo stalinismo, e il totatilarismo russo. Ad un certo punto, Amis si domanda se fosse stato peggio il nazismo o lo stalinismo, confrontando le caratteristiche dei due sistemi: la conclusione è che, pur trattandosi di due orrori confrontabili, il nazismo fu peggiore. Non credo sia molto rilevante – stiamo parlando di regimi che hanno ucciso milioni di persone (in modo diretto, più lo stalinismo del nazismo; in modo indiretto, più il nazismo che lo stalinismo) – ma visto che si parla di questo, può essere utile leggere un’opinione decisamente obiettiva. Amis scrive bene, e le sue argomentazioni sono numerose: ti consiglierei di leggere direttamente il suo libro.

          • scrittiapocrifi Says:

            Il problema vero è che, a quanto pare, non abbiamo imparato nulla né dall’uno né dall’altro.

          • Necessità di ordine politico delle forze che lo impongono.
            Voi confondete ”forme di stato” e ”forme di governo”. Il nazismo è una cosa, il totalitarismo un’altra. Il fascismo è una cosa, il totalitarismo un’altra. Anche se di base si compongono l’una dell’altra, sono due fenomeni distinti e, starei per dire, anche autonomi, che avrebbero potuto svilupparsi separatamente, ma che insieme, diciamo, si sono sviluppati meglio.
            Le scelte politiche, come le chiami tu, sono conseguenze di convinzioni teoriche molto precise, è vero, ma di per sè anche molto adattabili al tipo di società, di cultura, di retaggio della classe dirigente.
            Se non fosse così, si sarebbe potuto sviluppare solo in una variante. E invece, guarda un pò, ne esistono un sacco tutte diverse.

            @Paolo
            Non scherziamo, per favore.

          • scrittiapocrifi Says:

            Continuo a non capire il senso dell’obiezione. Il totalitarismo è liquido ma ha anche bisogno di convinzioni teoriche precise ma è anche declinabile in diverse varuianti in contesti storici diversi. La domanda è: e dunque? Cosa cambia, esattamente?

        • Purtroppo devo replicare al commento sbagliato – in worpress esiste un limite all’indentazione dei commenti.

          Tu, Renton, dici: “Perchè, su, trovami delle differenze tra il totalitarismo russo e quello tedesco o, ancor meglio, quello italiano.
          Se mi stai sulle particolari, non va.”
          Io ti dico di leggerti un libro di Amis che affronta questo argomento (un libro che smonta tutti i miti legati allo stalinismo, e che accusa l’Occidente di essere sempre stato indulgente nei confronti di Stalin), e trova delle differenze “costitutive” tra i due totalitarismi – non è questo ciò che hai chiesto? Di indicare le differenze. In quel libro, ci sono.

          In cosa dovrebbe consistere lo scherzo? Nell’avere preso sul serio il tuo invito?

          • scrittiapocrifi Says:

            Non so se qualcuno se n’è accorto, ma lo scopo di questo blog non è l’elaborazione di una “grand theory” del totalitarismo. Questo post voleva semplicemente introdurre una riflessione tra i parallelismi tra il populismo mediatico di Berlusconi e il libro di George Orwell, e su una questione specifica. Non vorrei trovarmi a discutere della tirannide nella Grecia Periclea o robe simili.

        • Purtroppo devo replicare al commento sbagliato – in worpress esiste un limite all’indentazione dei commenti.

          Tu, Renton, dici: “Perchè, su, trovami delle differenze tra il totalitarismo russo e quello tedesco o, ancor meglio, quello italiano.
          Se mi stai sulle particolari, non va.”
          Io ti dico di leggerti un libro di Amis che affronta questo argomento (un libro che smonta tutti i miti legati allo stalinismo, e che accusa l’Occidente di essere sempre stato indulgente nei confronti di Stalin), e trova delle differenze “costitutive” tra i due totalitarismi – non è questo ciò che hai chiesto? Di indicare le differenze. In quel libro, ci sono.

          In cosa dovrebbe consistere lo scherzo? Nell’avere preso sul serio il tuo invito?

          • replico qui per limite indent.

            La mia tesi è: il totalitarismo ha dei PRESUPPOSTI TEORICI di base ineliminabili: società=stato, controllo, ordine…bla bla.
            Ma questi PRESUPPOSTI TEORICI si possono esplicare in molteplici varianti POLITICHE.

            Sono d’accordo con l’autore del blog quando dice che si presuppongono SCELTE MOLTO PRECISE.(la scelta più precisa di tutte è quella determinata dalla NECESSITà, peraltro. NECESSITà IDEOLOGICA).

            NON sono d’accordo quando si dice che i totalitarismi sono diversi tra argentina, italia, cina…bla.

            IL TOTALITARISMO è una entità liquida che si adatta, le varianti non sono che esplicazioni di un paradigma unico, non diverse tra loro che per i caratteri meramente geografici. Non ‘di sostanza’. Di ‘sostanza’ tutti producono le stesse conseguenze.

            E’ capire che il totalitarismo è una fattispecie generale.
            Poi esistono vari totalitarismi, che non differiscono che per opportunità politiche.
            Finalità, cause e conseguenze sono le stesse, sempre.
            E’ per questo che è così terribile, e continua a ripetersi.

            Per quanto riguarda il libro che SMONTEREBBE Stalin. Ti rispondo con ARCIPELAGO GULAG, che di certo conoscerai.
            Peraltro, se fosse QUESTO GRAN LIBRO, avrebbe cambiato le cose molto più in grande, e molto prima, no? Ma lo leggerò, infondo sempre di differenze parliamo.

          • chiudo, giuro.
            anzi, scrittiapocrifi, perdona la polemica.
            ma a me farebbe piacere ci fosse discussione, sul mio blog. presumo ne faccia anche a te.

          • scrittiapocrifi Says:

            Non capisco la ratio del tuo intervento. Il concetto di liquidità mi sembra totalmente inadeguato ai totalitarismi, che sono una delle espressioni paradigmatiche della “solidità” novecentesca. Non vedo comunque nemmeno alcun principio di necessità, ideologica o meno. Il totalitarismo è solo una forma storica di governo alternativa allo stato liberale o a qualsiasi altro salcazzo. Non discende da alcun volere divino, non è una punizione.

  12. Si, anche io volevo *bestemmiare qualcosa. Ma non sò, m’è presa come un’angoscia interiore. Qualcosa che m’ha tagliato la lingua**. M’è preso che a girarmi intorno vedevo solo occhi e orecchie. E mi sono irretito. Ma a irretirmi stavo peggio. Allora ho acceso l’***enciclopedia.

    *scrivere
    **voce del verbo correggere
    ***televisione

    • scrittiapocrifi Says:

      Bravo: l’enciclopedia. Ci sarebbe da rileggere “psichologie des foules” di Gustave Le Bon. 114 anni, come se fosse stato scritto ieri mattina.

  13. buon lavoro, idea ottima, complimenti. Ti mando una “scheda linguistica” vedi tu cosa farne, ciao Piero

    uguaglianza oppure legge «La legge è uguale per tutti ma non sempre lo è la sua applicazione» Gedini

    • scrittiapocrifi Says:

      Gli ossimori di “Lurch” Ghedini mi fanno venire i brividi. Servono però definizioni puntuali tipo legge = regole che valgono solo per gli altri

  14. Ne manca uno !

    Murdoch = capofilo del complotto cattocomunista nonché amante di Veronica

  15. ecco concordo, il totalitarismo è una forma di potere, che si può usare a dose moderata in uno stato democratico, specie se al governo è presente una casta ben precisa di politici: quella che fa politica per i soldi

    • scrittiapocrifi Says:

      Totalitarismo e democrazia sono tra loro in antitesi logica. Totalitarismi democratici o democrazie totalitariste mi sembrano più che altro paradossali ossimori.

  16. sarebbe vero se la democrazia fosse veramente “il potere di decisione al popolo” come lo indica la sua definizione. Ma non è così, noi votiamo per rappresentante che ci dovrebbero rappresentare. Votiamo per un leader che decide di un governo di gente competente (?) e soprattutto decide una politica, dipendente ovviamente dall’economia. Per cui se mi chiedi che la scelta del rilancio del nucleare in italia è democratica, ti rispondo di no. Prendo il nucleare ma potremo prendere più esempi. Tendiamo ad una società democratica, ci esprimiamo ma ne fatti, ci sono tracce di totalitarismo : perché i risultati dell’indagine ambientale della scuola che frequenta mio figlio sono bloccati e non resi pubblici ? La democrazia è più vivibile della dittatura ma rende i cervelli pronti ad accettare tutto…

    • scrittiapocrifi Says:

      Forse la democrazia perfetta dell’Atene periclea non esiste, possiamo discutere delle differenze tra democrazia rappresentativa e democrazia diretta, ma non credo che le disfunzioni che elenchi siano sufficienti a fare conclusioni così drastiche.

  17. ecco parli di disfunzioni, quando ovviamente sono per me prove di autoritarismo, non parlo solo di queste due cose buttate lì. Siamo democrazie che tendono alla perfezione (forse) ma il potere è potere, e anche in una democrazia c’è uso di totalitarismo (vedere i vostri anni di piombo, vedere la guerra d’algeria in francia, gli sfratti invernali, lo sfruttamento della mano d’opera straniera perché chi grida “brutto straniere” è il primo che lo sfrutta)…le vere democrazie sono nel nord dell’europa e poi e poi…

    • scrittiapocrifi Says:

      Proverò a chiarire la mia posizione: quello che suggerisci è vero, sono comportamenti di tipo autoritario e li catalogo alla categoria “disfunzioni”. Il tentativo di l’espressione di un progetto di tipo totalitarista, come Orwell stesso ammoniva.

  18. Grandissima Idea!

    te ne do un paio..
    Contestatori = Grillini/dipietristi

    Omerta= eroismo ( vedi mangano) e quindi Mafiosi = Eroi

    Purtroppo reale….

    • scrittiapocrifi Says:

      Buoni, ma non mi pare di ricordare che qualcuno a destra abbia fatto riferimento a queste categorie. Forse otrebbe darsi per l’onda = studenti dei collettivi, ma nemmeno ne sono troppo sicuro.

  19. è vero!! complimenti a noi per la serendipity, e ben trovato al tuo blog!

    • scrittiapocrifi Says:

      Ok, adesso basta con le palpatine e vai a dare un’occhiata al monte di cazzate che ho scritto nel blog prima di dare giudizi così entusiastici.

  20. not bad.
    old words – new meanings – eternal doubts

    love, mod

  21. oh la meno male ! Parlare di disfunzione in democrazia è definire una cosa che non funziona bene, ma col tempo deve migliorare. Non siamo a livello di disfunzioni ma di truffe, estorzioni, favoritismo, nepostismo ai danni del popolo. Però alla fine dei conti, il popolo continua a votare.

    • scrittiapocrifi Says:

      La democrazia è attualmente il miglior sistema di governo che abbiamo. Ma questo non significa che sia perfetta.

  22. Ovvio che è il migliore, ma spesso l’idea del migliore rende i cervelli molli e poco reattivi…invece la democrazia va “stuzzicata” laddove fallisce.

    • scrittiapocrifi Says:

      Tutti i totalitarismi, in compenso, hanno tentato di giustificarsi sostenendo il fallimento della democrazia. Il che succede anche nel caso specifico: l’indipendenza dei poteri (legislativo, amministrativo e giudiziario) viene presentata spesso e volentieri come un inutile ostacolo all’efficienza del governo.

  23. un totalitarismo si deve sempre giustificare…

  24. FIGLI 30ENNI IN CASA DEI GENITORI= BAMBOCCIONI

    …mi piace ‘sto blog..:D

  25. Kurt von Tappen Says:

    Pacifisti = disobbedienti
    Eroi = Vittime

  26. molto interessante…mi sto occupando proprio in questi giorni dell’argomento “lessico e politica” ma non ero a conoscenza di tanta premonizione…., come non si impara mai dalle cassandre!

  27. Guerra preventiva=legittima offesa

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