L’ufficio competente

Sveglia alle sei e mezza, tre ore e mezzo di macchina. 180 km percorsi, 20 euro di benzina, un permesso del capo e mezza giornata di lavoro buttata nel cesso. Tutto ciò per arrivare in un ufficio pubblico piazzato in un posto sperduto da Dio e ignoto alla segnaletica stradale, presentare una ricevuta e un modulo ed ottenere così un appuntamento e il regale permesso di ritornarci a fare ciò che devo fare.
Per capire cosa dovessi fare, e se ci fosse davvero bisogno di andare lì di persona, ci sono volute una visita al corrispondente ufficio nella mia città, un numero indefinito di telefonate, diverse mail e qualche strillo. Solo per sapere, si badi bene, qual’era la procedura corretta da seguire tra le otto diverse versioni fornitemi dalle tre amministrazioni competenti per la mia fattispecie. La cosa più straordinaria è che due sportellisti della stessa amministrazione, dello stesso ufficio, e dello stesso turno, preposti a dare informazioni al pubblico a nemmeno sei metri l’uno dall’altro sono stati capaci di darmi due indicazioni completamente opposte rispondendo alle mie richieste di chiarimento. Tutto ciò, a occhio e croce mi è già costato almeno un centinaio di euro tra inefficienze e conseguenze delle inefficienze. 
Domani bissiamo la divertente giornata con un altro documento che mi serve, mi spetta di diritto ma bisogna aspettare almeno quattro mesi per farne formale richiesta (non sia mai che l’estensore possa cambiare idea su ciò che doveva scrivere o che il cittadino nel frattempo si rompa le palle di ritirarlo), dopodiché si può compilare un modulo, pagare una tassa di bollo e dopo un mese, previo appuntamento telefonico, forse te lo danno.
E tutto questo perché qualcosina di diritto amministrativo io lo so.

Ecco perché il sonno della ragione finisce per generare e rendere plausibili veri e propri mostri come Renato Brunetta.

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5 Risposte to “L’ufficio competente”

  1. Sei avvocato?

    Allora hanno fatto bene :-DDDD

  2. scrittiapocrifi Says:

    No, non sono avvocato. Sarebbe stato difficile scrivere un blog come questo.

  3. La burocrazia ama trattarci come inetti ed oziosi deficienti. Solo così i burocrati possono sentirsi meglio di noi.

  4. burocrazia = arte di complicare cose che potrebbero essere così facili e così spedite … (la burocrazia vive ancora nel mito kafkaiano)

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