In riserva

E così, in questo caldo appiccicoso e sfiancante ti accorgi quasi distrattamente che le giornate già iniziano ad accorciarsi e ricordi che siamo già a fine luglio, periodo in cui la gente generalmente tira un po’ i remi in barca sul lavoro e si prepara mentalmente per andare in vacanza. Io invece no. Nel lavoro che faccio, luglio è un mese in cui si concentrano le attività più intense e le date di consegna di molti progetti avviati da mesi e mesi.
Sono arrivato a luglio al termine di una lunga e faticosa cavalcata lavorativa durata tutto l’inverno e oltre, fatta di scadenze serrate, di continue emergenze e di richieste quasi sempre esorbitanti ma altrettanto ineludibili da parte dei miei capi (siamo alla vigilia di un rinnovo contratto). Più una serie di viaggi  a volte faticosi nei week end, di infinite incombenze domestiche, di nervosismi diffusi e spesso, di lavoro straordinario fatto a casa la domenica. Senza contare il fatto che da tre mesi sono senza motorino e pertanto sono diventato schiavo dei mezzi pubblici, che mi fanno perdere un’ora e mezzo di tempo in più al giorno, senza aria condizionata e con almeno tre trasbordi per arrivare in ufficio e altrettanti per ritornare a casa.
Mi sento uno straccio: ho la pressione bassa, la notte non faccio che svegliarmi per il gran caldo, non riesco quasi più a camminare e il sabato e la domenica vorrei soltanto riposare. Spero che arrivi presto il mese di agosto e il riposo, anche se ci sarebbe persino la possibilità di dover andare fuori per lavoro sia sabato che domenica. Speriamo soltanto di sopravvivere. Non si può più vivere stando eternamente in riserva.

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6 Risposte to “In riserva”

  1. ma almeno li fai un pò di “sòrdi” per quando avrai bisogno di cure mediche dopo che il lavoro fra qualche anno ti ha letteralmente ucciso?

    Io posso aiutarti a eliminare il problema step by step. Esempio: domestica una volta alla sett per pulizie e incombenze domestiche; collega di lavoro con cui dividere benzina per trasporto temporaneo in uffico anche solo andata; prendere comunque malattia (per colica di reni o infarto o esaurimento nervoso) così il capo capisce che non sei robocop; prendere una cazzo di stagista che ti fa il lavoro sporco; crema per gambe e piedi gonfi e affaticati in erboristeria, da mettere in frigo e stendere fresca dopo una bella doccia; pillole magnesio come antistress e biancospino per dormire la sera; ventilatore al soffitto o pinguino delonghi per il fresco; vuoi anche un pompino magari?

    😀

    Un abbraccio

    LL

    • scrittiapocrifi Says:

      Purtroppo, al momento non ho nemmeno delle grosse soddisfazioni economiche. Ma andiamo per punti: la domestica una volta a settimana ci starebbe, a trovare una persona affidabile e economica. Colleghi di lavoro: a parte che odio fisicamente l’80% di loro, e a malapena sopporto il 10% dei restanti non c’è nessuno che abiti così lontano e soprattutto in zone vicine. Malattie: questo mi pare davvero un ottino consiglio, da settembre in poi marcherò visita più spesso. Sulla stagista, purtroppo non sono d’accordo perché penso che è sulla pelle degli stagisti che si è rasa a zero ogni conquista in campo lavorativo. Creme, pillole e tutto il resto le prendo con parsimonia perché resto comunque un uomo e per il pompino ci penserò perché mi sembra davvero un’ottima idea, per l’istesso motivo per cui non vanno bene le cremine al biancospino o salcazzi simili.

  2. con un bel pompino, potresti dormire benissimo senza pillole in effetti.

  3. (ma si possono usare questi termini volgari sul tuo bog?)

  4. La fellatio stimola la produzione di endorfine. Infatti il motivo per cui Bush, padre e figlio, hanno scatentato guerre e Clinton no, risiede proprio in questa antichissima usanza, d’appannaggio, peraltro, delle stagiste.
    Tieni botta e rimembra che donne come la Linda esistono davvero.

    • scrittiapocrifi Says:

      Si, ho visto qualcosa del genere persino su alcuni crateri greci del VI secolo A.C. esposti al Louvre. Probabilmente un giorno ci esporranno anche LL, proprio perché la gente sappia che esista e non si tratta solo di un mito antidiluviano.

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