Treferendum

Domenica e Lunedì ci sono i referendum. Tre referendum, per l’esattezza. Premetto che non sono un grande fan del sistema maggioritario, che ci ha regalato quindici anni di instabilità, di populismo e di Berlusconi. Non mi entusiasmano le proposte di Guzzetta né penso che il bipartitismo all’americana sia una strada praticabile in Italia.
Molti sostengono che non si arriverà al quorum, ma pazienza, non è un motivo sufficiente per giustificare l’aventinismo astensionista, una protesta a mio avviso priva di senso che ovunque sta premiando solo chi spinge verso la dissoluzione delle istituzioni democratiche e della politica. Quindi, anche se non ve ne importerà nulla, vi dico come voterò: i primi due referendum  (quesiti 1 e 2, scheda viola e scheda gialla), quelli che attribuirebbero alla Camera e al Senato un ulteriore premio di maggioranza oltre che per la coalizione anche per  il partito più votato, dirò seccamente NO. Non mi sembra affatto che questo paese abbia bisogno di un’ulteriore dose di cesarismo per dare il colpo di grazia al dibattito parlamentare, già mortificato da una legge elettorale partitocentrica che ha già fatto entrare alle camere il peggio dei politicanti che questo paese abbia conosciuto dopo Cicciolina. E questo, per inciso, sia a destra che a sinistra. Votare diversamente significherebbe dare ulteriore potere a chi concepisce la politica solo come accentramento e deferenza al capo.
Al terzo referendum (quesito 3, scheda verde) voterò invece un convinto SI, abolendo la possibilità che Pinco Pallo possa candidarsi contemporaneamente in cinquanta collegi, e dal momento che non è possibile essere vincitore in tutti e cinquanta, non solo si falsa la competizione rendendo più difficile che emergano persone nuove e di qualità, ma si consente un ignobile ripescaggio dei non eletti in sostituzione di chi ha vinto un po’ qui e un po’ altrove, svelando un’idea della politica degna del medioevo. In ogni caso, andate pure al mare, ma ricordatevi di votare.

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14 Risposte to “Treferendum”

  1. Premesso che il premio di maggioranza esiste già nella legge attuale, in caso di vittoria dei SI, per ottenere rappresentanza, le liste dovranno raggiungere un consenso del 4% alla Camera e dell’8% al Senato, mentre il premio di maggioranza sarà assegnato al solo partito che ha preso più voti e non piu’ alla lista di partiti tout cour come avviene ora.

    Nella sostanza, la lista più votata otterrà il premio che le assicurerà la maggioranza dei seggi disponibili, le liste minori otterranno comunque una rappresentanza adeguata, purché superino lo sbarramento.

  2. Ho cercato di fare un analisi il più possibile oggettiva, attenendomi ai contenuti, senza spingermi troppo in previsioni. I promotori del Si e del No probabilmente hanno una sfera di cristallo.

    • scrittiapocrifi Says:

      Nessuno ha una sfera di cristallo, e nemmeno io ne ho una. Però a me hanno sempre spiegato che la responsabilità è la capacità di prevedere le conseguenze non volute delle nostre scelte. Nel caso specifico, non ci vuole molto per capire che nel momento in cui si assiste alla dissoluzione dei presupposti politici della democrazia liberale (separazione dei poteri, libertà di espressione e di cronaca, presenza di sistemi di riequilibrio dei poteri, dialettica tra maggioranza ed opposizione), il referendum può costituire una ulteriore spinta al plebiscitarismo e alla deriva autoritaria.

  3. Andrò a votare.
    Ma non ho le idee chiare. Come sempre mi confondono i SI e i NO che in un referendum vogliono dire l’opposto.

    Insomma, sull’ultima scheda siamo d’accordo ma sulle prime due, in pratica, cosa è meglio? Lo stato attuale delle cose? Se la risposta é no, cosa e chi ci guadagna con l’abrogazione? Qual’é il rovescio della medaglia?

    Esprimetevi come se parlaste ad un autistico per cortesia.

    • scrittiapocrifi Says:

      Primo e secondo questito NO perché si rafforzano Berlusconi e il PD, terzo quesito SI perché è indecente che un candidato possa presentarsi in cinquanta collegi e poi far vincere qualcun’altro.

  4. il terzo l’avevo ben chiaro. mi avete confuso sui primi.

    e adesso ti dico: si, si rafforzano i partiti maggiori, d’accordo. Ma se non ha pieno potere chi é al potere, che potere sarebbe? aldilà di Berlusconi, che non amo, e di un Pd, smorto e azzerbinato.

    • scrittiapocrifi Says:

      In Italia, e solo in Italia, si sta consolidando sempre più l’idea di un potere irresponsabile ed autoreferenziale, che manda alla malora un intero paese per difendere indecenti privilegi e rendite di posizione. Già ora la legge elettorale (il porcellum) consente alle segreterie di partito (di tutti i partiti) di scegliere in esclusiva le candidature, creando pletore di obbedienti cortigiani, pupazzi privi di ogni formazione politica, buoni solo per premere il bottoncino quando c’è il voto di fiducia e per sparare qualche cazzata in assoluta libertà. Questo non è la concezione di potere di una nazione che fa parte del G8, ma quella di un oscuro feudatario in pieno medioevo.

  5. Moriranno tutti.
    (Era da parecchio che sognavo di scriverlo)

    • scrittiapocrifi Says:

      Tutti moriremo, mio caro. Quello che si può sperare è che gli attuali politici abbiano l’educazione e la compiacenza di togliersi dalle palle prima, consentendoci di vivere una serena vecchiaia.

      • utopico direi.

        il punto é questo: il potere sempre potere é. Sbagliato o giusto che sia. E, per quanto ci riguarda, mai giusto sarà!

        • scrittiapocrifi Says:

          Il potere si può gestire in diversi modi. E il concetto di “potere” ha dei significati molto diversi tra loro in Iran, in Cina, negli Stati Uniti o in Danimarca. Come diceva Max Weber la natura del potere è nella sua fonte di legittimazione.

  6. io ho votato come te, NO NO SI
    tuttavia, questo referendum lo considero in ogni caso una beffa, non era certo per questo che ho firmato quando si raccoglievano le firme per il porcellum..mi chiedo, di tutta la legge proprio questi tre quesiti dovevano proporre? bah

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