Archivio per giugno, 2009

Treferendum

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 18 giugno 2009 by scrittiapocrifi

Domenica e Lunedì ci sono i referendum. Tre referendum, per l’esattezza. Premetto che non sono un grande fan del sistema maggioritario, che ci ha regalato quindici anni di instabilità, di populismo e di Berlusconi. Non mi entusiasmano le proposte di Guzzetta né penso che il bipartitismo all’americana sia una strada praticabile in Italia.
Molti sostengono che non si arriverà al quorum, ma pazienza, non è un motivo sufficiente per giustificare l’aventinismo astensionista, una protesta a mio avviso priva di senso che ovunque sta premiando solo chi spinge verso la dissoluzione delle istituzioni democratiche e della politica. Quindi, anche se non ve ne importerà nulla, vi dico come voterò: i primi due referendum  (quesiti 1 e 2, scheda viola e scheda gialla), quelli che attribuirebbero alla Camera e al Senato un ulteriore premio di maggioranza oltre che per la coalizione anche per  il partito più votato, dirò seccamente NO. Non mi sembra affatto che questo paese abbia bisogno di un’ulteriore dose di cesarismo per dare il colpo di grazia al dibattito parlamentare, già mortificato da una legge elettorale partitocentrica che ha già fatto entrare alle camere il peggio dei politicanti che questo paese abbia conosciuto dopo Cicciolina. E questo, per inciso, sia a destra che a sinistra. Votare diversamente significherebbe dare ulteriore potere a chi concepisce la politica solo come accentramento e deferenza al capo.
Al terzo referendum (quesito 3, scheda verde) voterò invece un convinto SI, abolendo la possibilità che Pinco Pallo possa candidarsi contemporaneamente in cinquanta collegi, e dal momento che non è possibile essere vincitore in tutti e cinquanta, non solo si falsa la competizione rendendo più difficile che emergano persone nuove e di qualità, ma si consente un ignobile ripescaggio dei non eletti in sostituzione di chi ha vinto un po’ qui e un po’ altrove, svelando un’idea della politica degna del medioevo. In ogni caso, andate pure al mare, ma ricordatevi di votare.

Avanti c’è posto!

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 14 giugno 2009 by scrittiapocrifi

La gente fa cose strane, certo. Ma tra le cose stupide e irrazionali che fanno ce n’è una che non finisce mai di stupirmi. L’ossessione di piazzarsi a tutti i costi in mezzo alle palle, ad esempio.
E’ un comportamento che non fa distinzioni di classe, di età, di professione e si riscontra in un’infinità di situazioni. I trasporti, anzitutto. In aereo, ci sono quelli capaci di far ritardare il decollo perché arrivati al loro posto (generalmente alle prime file) devono accuratamente sistemare il bagaglio nelle cappelliere , verificare l’inclinazione del sedile, assicurarsi che non ci siano collassi strutturali e poi si siedono. Con calma. E ottanta persone inferocite, bloccate sul corridoio che imprecano aspettando di arrivare al proprio posto.
Poi te li ritrovi sul bus che porta dalla piazzola al terminal. Si piazzano in dieci davanti alla porta ed è impossibile entrare. Naturalmente il resto del bus è vuoto.
La stessa cosa, ovviamente, vale anche sui mezzi pubblici in città. Ci sono quelli che devono per forza stare davanti e controllare le capacità di guida del conducente. Tutti ammassati, ovviamente davanti alle porte, nessuno che si muova di un solo centimetro, come nelle guerre di trincea. Chiedi permesso e fanno finta di non sentire, cerchi di andare dietro e s’incazzano borbottando, gli chiedi se possono spostarsi un po’ indietro e ti guardano come per dirti ma che cambia se vai due metri avanti o stai due metri dietro. Qualcuno te lo dice, anche.
Poi ci sono le ragazze con i trolley. Anche io ne ho uno, per carità. Ma è piccolo, a misura del cesto della Ryanair. Queste, invece, hanno dei trolley enormi, grandi come frigoriferi, di solito in color rosa fluo o verde mela.
Che cazzo ci mettano dentro, non lo so. Ho sempre sospettato che qualcuna ci tenga il corpo di un ex-ragazzo, fatto a pezzi. O un’amica contorsionista che scrocca il biglietto viaggiando nel valigione . Ovviamente, ragazza di un metro e trenta e trolley di un metro e sessanta tendono ad occupare predellini, corridoi (specialmente sui treni), la porta dell’unico bagno funzionante su undici carrozze. E quando sono nello scompartimento fanno gli occhioni chiedendoti di aiutarle (?) a mettere questi feretri sulle apposite rastrelliere portabagagli, opportunamente posizionate a due metri di altezza. Provi a tirarle su, e sotto il peso del campionario di laterizi edili che contengono, senti l’ernia inguinale scendere dolorosamente verso i testicoli, mentre la colonna vertebrale vacilla.
Il capitolo metropolitane è assai interessante. C’è sempre qualcuno, ovviamente con il vagone quasi vuoto, che si incatena al palo di fronte alla porta, temendo forse di dimenticare la fermata ed essere così trasportato fino a finis terrae. Il qualcuno poi diventano sette o otto persone, immote come i piloni dei viadotti, e non di rado a finis terrae ci finisci tu.
C’è poi il capitolo feste, ristoranti e altre attività sociali. E’ incredibile come la gente si raduni e faccia capannelli in tutti i posti di passaggio, specialmente quelli più angusti. Per alcuni, il punto ideale per intavolare una conversazione nel mezzo di una festa con un bicchiere di vino  in mano (rosso però che il bianco macchia poco), è il corridoio, meglio se c’è una enorme libreria a stringere il passaggio. Il conciliabolo davanti al bagno è un must. Specialmente se non si ha alcun motivo o intenzione di usarlo. Al ristorante i posti migliori sono le scale e il marciapiede di fronte all’ingresso. Al cinema? Niente paura: code e ingorghi assicurati grazie a tutti quelli che, dopo aver fatto la fila e comprato il biglietto iniziano un processo di acclimatamento e rimangono lì nel proprio habitat ideale, fingendo rimettere a posto il resto, cercare il telefono o semplicemente guardarsi intorno cercando con lo sguardo gli amici. Soprattutto, quelli che sono rimasti a casa.

(nella foto: una metropolitana, ma non è in Italia, la gente è seduta e non gira per la carrozza distribuendosi a cazzo di cane)

Celebration

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , , , , , , , on 11 giugno 2009 by scrittiapocrifi

Ogni tanto, capita di dover celebrare qualcosa di bello. Diffidate sempre delle persone che non festeggiano mai nulla, che non amano il vino, la buona cucina, la musica e le belle donne. Concedetevi qualcosa di buono per premiarvi quando capita, fintanto la vita lo concede.

Linguine all’astice

Ingredienti per 2 persone:

1 astice (rigorosamente vivo) da circa 400/500 grammi;
10 pomodorini pickadilly, o meglio appassiti (piennolo vesuviano);
8 cucchiai di olio extravergine d’oliva;
2 spicchi d’aglio;
1/2 peperoncino;
1/2 bicchiere di vino bianco secco (corvo, falanghina);
1 mazzetto di prezzemolo;
200 gr. di linguine Garofalo.

Mettere a rosolare in un saltapasta largo gli spicchi d’aglio interi ed il peperoncino. Mentre l’olio si insaporisce, sciacquare bene l’astice, che dovrà essere tagliato in due parti con una mannaia affilata e poi in pezzi più piccoli, schiacciando le chele e le zampe. Fate rosolare per bene l’astice, sfumando solo alla fine con il vino bianco. Quando il vino è completamente evaporato, aggiungere i pomodorini tagliati grossolanamente e lasciate cuocere bene per circa 15 minuti, aggiungendo di tanto in tanto mezzo mestolo dell’acqua di cottura della pasta, in modo che il sugo non sia né troppo secco né troppo brodoso. Scolate la pasta ben al dente e saltatela per un minuto insieme al condimento, guarnendo con il prezzemolo e servite.