Archivio per maggio, 2009

Probabilità e imprevisti

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 26 maggio 2009 by scrittiapocrifi

Fai un incidente col motorino, ti fai male e i danni sono notevoli. Sai che hai ragione, ma non sai come farti risarcire e devi affidare l’incarico ad un avvocato. Imprevisti.
C’è in ballo una grossa commessa di lavoro, cui stai lavorando da mesi.  La committenza decide che sarai tu a trattare con loro. Probabilità.
Ti clonano il bancomat e ti prosciugano il conto. L’assicurazione, tra qualche mese dovrebbe risarcire il danno, ma intanto fai pellegrinaggi tra banche e stazioni dei carabinieri. Imprevisti.
Da un lavoro che nessuno voleva e invece è capitato proprio a te è uscita una  novità imprevista ed importante, che vale più di una pacca sulle spalleProbabilità.
Il tuo vicino di casa, che è un rompicoglioni e ha sempre qualcosa di cui lamentarsi, ti rompe le palle per un tubo fissato male che devi bloccare. Probabile chiamata di tecnico, sicura uscita di soldi. Imprevisti.
La tua postazione di lavoro era in una stanza brutta, sovraffollata e soprattutto piena di stronzi. Il tuo capo ti concede il trasferimento in un posto diverso, dove c’è silenzio, luce e poca gente. Probabilità.
Stai davvero lavorando troppo, il caldo ti uccide, l’insonnia non ti dà tregua e da due mesi hai sempre il naso chiuso per l’allergia. Dovresti andare dal medico, ma già sai che ti dirà le solite cazzate, e non puoi fermarti per una settimana per riposare e curarti. Imprevisti.

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Falsi magri

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 19 maggio 2009 by scrittiapocrifi

Troppo magri. Il viso solcato da una contrattura innaturale dei muscoli. Nemmeno un rassicurante filo di grasso sotto la pelle. Troppo nervosi. Incapaci di stare fermi un solo attimo e pieni di orrendi tic. Parlano troppo velocemente – incespicando nelle sillabe e sempre  in prima persona – e di solito non ascoltano gli altri. Si succhiano rumorosamente i denti, strizzano gli occhi, si mordicchiano le labbra, giocano con le dita delle mani tamburellando freneticamente su qualsiasi superficie. Si muovono a scatti, ruotando la testa con movimenti rapidi, tipo quelli di certi uccelli. Hanno lo sguardo perso, occhi e narici dilatati. Le narici, soprattutto. Certo. Perché pippano, e tanto. Non c’entra nulla la tiroide o la faces basedowiana, come goffamente vogliono far credere. E ce ne sono tanti, ma davvero tanti così. Anche dove non dovrebbero proprio esserci. In autostrada, ad esempio. Con un’arma addosso, ad esempio. A manovrare macchinari pericolosi, ad esempio. A fare lavori che richiederebbero particolari doti di giudizio ed equilibrio, ad esempio. Eppure, a volte sembra che sia solo io a vedere gli effetti della dipendenza da cocaina all’ultimo stadio. Ma queste cose si scoprono solo quando due ragazzi muoiono investiti da una macchina che andava troppo veloce, anche per fermarsi a soccorrerli. E’ successo. Quando da un momento all’altro qualcuno entra in un bar con una pistola e inizia a sparare a casaccio tra la folla. E’ successo.
Eppure, nessuno fa nulla. Per cose come queste basta far finta di essere indignati per mezza giornata, al massimo due se c’è scappata la strage. Poi nessuno più ci fa caso e tutt’al più si sorride del tizio arrestato in aeroporto per aver messo un chilo di droga nella protesi della gamba.
In compenso, chiunque può scandalizzarsi guardando Gomorra nel comfort del proprio divano.

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Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , , on 11 maggio 2009 by scrittiapocrifi

Un tempo, la matematica decisamente non era il mio forte. Non mi piaceva, la trovavo astratta e inutile. E per inciso, me la prendevo fissa a settembre.
Poi ho scoperto che i numeri, se gli si fanno le domande giuste, possono raccontare una parte sostanziale della verità delle cose, così ho deciso di studiarli meglio.
Bisogna saperli far parlare, però. Non è affatto vero che siano capaci di farlo da soli.
A volte si fanno delle curiose scoperte, altre volte si ottengono conferme a quello che già si credeva di sapere. Più spesso, capita di spaccarsi la testa su numeri che non hanno alcun senso.
Ogni tanto, però, capita di aver fatto così bene questo lavoro che in una semplice tabella di otto righe per sei colonne ci puoi leggere, e nemmeno troppo in filigrana, la risposta a domande decisive.
Io ci ho letto, nientemeno che la campagna elettorale per le politiche 2008. Casella per casella. Ed ho capito, ad esempio, perché il TG di Emilio Fede non è per caso, ma per interesse.
Miracoli del data entry man.

Personaggi maleodoranti

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 4 maggio 2009 by scrittiapocrifi

Da oggi le motivazioni per cui la gente puzza non riguardano soltanto la trascuratezza nella cura dell’ igiene personale, ma sono anche un fatto politico. Ha ragione Berlusconi.
Effettivamente deve pur esserci qualcosa di politico nel fatto che ieri, tornando a casa, l’ascensore era impestato di un nauseabondo odore di aglio marcio misto a rutti di alcoolizzati. Sarà un’espressione di dissenso di classe, mi sono detto. Un modo di dire pubblicamente che si detestano le convenzioni igieniche borghesi.
E ho voluto approfondire la questione con un ampio tour in odorama sui mezzi pubblici della città, con il pretesto di avere il motorino in avaria e dover andare al lavoro lo stesso. Con l’occasione, mi sono detto, magari scoviamo qualche ottimo candidato alle europee. Non un puzzettone qualsiasi, un punkabbestia di dubbi olezzi. 
Comè noto, autobus, tram e metropolitane sono il registro olfattivo delle abitudini igieniche e sopratttto mentali della popolazione. Unimpareggiabile  database di olezzi, miasmi e fetori, stratificato per sesso, età, condizione socialeappartenenza etnica e atteggiamento politico. Per condurre questa osservazione sul campo, ho scelto così un giorno ed un orario e, soprattutto, una temperatura ideali: nè troppo fresco, che inibisce la cinetica delle molecole delle puzze; né troppo caldo che stimoli una iperproduzione ed una saturazione dei recettori olfattivi.  
Ecco qui qualche risultato. Le vecchiette sanno prevalentemente di broccoli stracotti misti a naftalina, ma tutto sommato sono sopportabili.  I vecchietti, invece sanno di naftalina mista a dopobarba di infima categoria. Alcuni stranieri, in prevalenza dell’est, sanno invece di sudore e di metaboliti dell’alcool, sovente accompagnati ad una persistente nota di cipolla stufata e grasso di montone. Poi ci sono le gran signore che sanno di lacca per capelli e fanno il bagno nel profumo, talvolta con un sottofondo di leggerissime perdite di urina, che è vero, non devono cambiare la vita ma, in compenso, si sentono. Le ragazzette odorano invece di gomma da masticare, sudore di piedi rappreso nelle scarpe di gomma Converse e, talvolta, di mestruo. I ragazzi più giovani sanno invece d’ascella pezzata e di ormoni lasciati in libertà, che in qualche occasione si accompagnano alle note agrumate di gel per capelli da pochi euro. Quelli che scorreggiano in autobus non li contiamo proprio perché sono i personaggi più infidi e subdoli in cui ci si possa imbattere.
Ma il più terribile di tutti era un signore sulla cinquantina, apparentemente ben vestitostirato. E ha deciso di sedersi proprio accanto a me. Un tanfo indescrivibile e penetrante di idrocarburi aromatici, montone selvatico, cane bagnato, gallina, piscio e tabacco marcio, sudore acido e astinenza dal bidet.
La cosa peggiore è che sono bastate quattro fermate perché quest’odore mi si attaccasse addosso, come una piovra, pronto a ripresentarsi a sorpresa mentre sto parlando con una collega o un importante committente, o nel bar a prendere un caffè, magari con una bella ragazza.
Ecco, ora ho capito perché aveva ragione Berlusconi: il disagio che si prova è immane. Tra i requisiti di un candidato al Parlamento Europeo devono esserci un aspetto, un decoro ed una igiene più che dignitosa, a prova di qualsiasi controllo mutande a campione. Ecco perché, mentre impazza la divorce story, ha deciso di candidare uomini profumatissimi come Mastella e Pomicino.

Chissà perché, dalle mie parti il Cavalier Benito Mussolini viene ricordato affettosamente con l’epiteto di “er puzzone“.