Managers 2 – la grande crisi (reprise)

Non sono un grande fan dei manager, chiaro. Ma non è il manager in sé a darmi fastidio. E’ inevitabile che in un’organizzazione ci sia qualcuno che prenda delle decisioni, che eserciti un potere. Ciò che contesto è come questo potere sia legittimato e quali siano i suoi limiti. Ci sono tanti dirigenti d’azienda che cercano di agire in modo responsabile, ma sono pochi, davvero troppo pochi. Per la maggior parte i manager sono dei cazzoni ignoranti, arroganti oltre ogni limite, e stupidamente opportunisti. La loro insipiente incapacità di prevedere le conseguenze delle loro minchiate ormai non meraviglia più nessuno. Ci siamo già scordati dell’esilarante video del manager Tim che incalzava i suoi a fare come Napoleone a Waterloo, ma tutto sommato è inutile soffermarsi su un singolo episodio di folclore aziendalista. C’è ben altro di cui incazzarsi. Ad esempio, pensando che è gente come questa che, a furia di raccontarsi e raccontarci cazzate, ha prodotto la più grave crisi economica dal 1929. Dimostrando di essere poco più che povere scimmie imprudentemente messe al comando di una complicata astronave. Un esempio? Basta leggere i giornali alla sezione “economia“. L’azienda ACME produce ottimi cazzabubboli, apprezzati in tutto il mondo da giovani e vecchi. Ha fabbriche grandi come interi quartieri ed è importante per l’economia del paese. A un certo punto ai managers e agli azionisti non bastano più le camionate di soldi che portano a casa e fanno una bella pensata. Radono al suolo le fabbriche, vendono tutto, trasferiscono la produzione dei cazzabubboli in Salcazia Inferiore dove gli operai costano meno. Smettono quasi del tutto di interessarsi dei cazzabubboli, e pensano a lanciare linee d’abbigliamento, squadre di calcio e prodotti finanziari. Che in realtà non si produce una fava, perché si comprano e vendono solo debiti. Tutto questo in nome della Santa Competitività, un concetto talmente irrazionale e  carico di superstizione che basterebbe a farci prendere per il culo da qualsiasi tribù di antropofagi. Risultato: 20.000 famiglie sul lastrico, una città in ginocchio, non c’è denaro per comprare niente e rimangono solo montagne di debiti e isole di lusso per pochissimi. Ma il giornale finanziario titola in prima pagina “Dopo il piano di ristrutturazione eccezionale risposta dei mercati: eccesso di rialzo per le azioni ACME”. E se non si capiscono fatti così elementari, come si può pensare di poter capire questo?
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11 Risposte to “Managers 2 – la grande crisi (reprise)”

  1. francescofaia Says:

    Hai perfettamente ragione, i manager incompetenti stanno avendo un ruolo importante in questa crisi, ma la causa principale sono altri. Gli speculatori, persone dotate di una buona intelligenza, che credono di poter ottenere guadagni vendendo fumo, sono la causa desisiva di questa crisi che vede i ricchi sempre piu’ ricchi e le persone comuni senza un lavoro e senza un soldo.

    • scrittiapocrifi Says:

      Direi che speculatori e manager incompetenti e rapaci sono assolutamente corresponsabili della crisi. A metterli sullo stesso piano è la medesima ingordigia senza fine. Per pagare i bonus miliardari dei manager (che arrivano ad avere stipendi 500 volte quelli di operai ed impiegati) si licenzia, per far contenti gli speculatori, si licenzia. Alla fine, distruggono aziende, occupazione e mercato.

  2. francesco47 Says:

    Condivido pienamente quello che scrivi. Sono purtroppo nell’azienda del famoso manager di Waterloo e la descrizione che fai dei manager si addice perfettamente ai nostri e a quelli di tante altre aziende e banche.

    • scrittiapocrifi Says:

      Per una coincidenza mi capita di vedere i “vostri” quadri intermedi con una certa frequenza. Scimmiottano i top managers in maniera davvero inquietante.

  3. profkoji Says:

    Ciò che mi rode di più oltre all’incompetenza dei manager od all’ingordigia di questi e degli speculatori è che le conseguenze delle loro scelte sbagliate ricadono su chi non ne ha colpa, su chi deve andare avanti sperando di poter arrivare a fine mese, anzi alla terza settimana!!! E’ giusto che il grado di responsabilità del prendere decisioni sia commisurato allo stipendio, questo però non dovrebbe però mai essere esorbitante, la differenza di trattamento economico tra chi sta ai piani alti e chi invece si trova ai limiti della sopravvivenza è eccessiva ed il tormentato periodo di crisi economica non fa altro che acuire questo divario.

    • scrittiapocrifi Says:

      Il punto è questo: lo stipendio di un manager costa dalle 300 alle 500 volte quello di un operaio o di un impiegato. Esclusi bonus e fronge benefits. E si licenziano 5000 persone, mandando per stracci migliaia di famiglie, solo per pagare i bonus di 15/20 manager. Questo non è più sostenibile, né accettabile.

  4. Il fatto è che non si colpiscono in maniera adeguata.
    Un manager che sbaglia deve pagare, dal punto di vista pecuniario che dal punto di vista penale.
    sarebbe molto intelligente vietare ad essi la possibilità di assumere cariche manageriali per tutta la vita.
    Un pò come le BR: colpirne alcuni per educare i prossimi.

  5. scrittiapocrifi Says:

    Iniziamo a non erogare più alcun aiuto di stato ad aziende che pagano superbonus ai managers. Se sono tanto bravi a parlare di mercato, si rivolgano pure lì.

  6. a me stanno ancora più sui coglioni i broker, che non ho mai capito che lavoro fanno. che poi la Borsa in teoria lavora su soldi virtuali, ma perchè poi perdiamo soldi veri?

    interessanti però i cazzabubboli, sai mica dove li vendono?

  7. scrittiapocrifi Says:

    I broker, gli agenti di borsa comprano e vendono azioni, titoli ed altri tipi di obbligazioni. Il loro obiettivo principale è ottenere il massimo profitto dalle congiunture di mercato. Non danno respiro alle imprese. Sono stati una delle cause determinanti dell’attuale crisi economica.

  8. ABDELKRIM Says:

    Scarica barile e non si sa mai chi e il responsabile ,la crisi da tempo ha iniziata, per cui prime o dopo se ne va.

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