La nausea (data entry men)

Caro Jean Paul, so che il tuo libro l’hai finito di scrivere settant’anni fa. Ma oggi il concetto rimane assai attuale, se si pensa alla vita grama dell’operatore di data entry, cioè quel poveraccio che per ore  ore ogni giorno se ne sta chino su una tastiera ad inserire dati di questionari. 
Il lavoro del data entry man consiste, infatti, nel tradurre in numeri all’interno di caselle risposte inutili a domande incomprensibili.
Quando sarà cresciuto professionalmente, gli consentiranno di analizzare le risposte inutili per tradurle in affermazioni prive di senso.
Poi, se farà carriera, sarà lui stesso a pensare le domande incomprensibili, cosi potrà verificare le sue ipotesi assurde e, allo stesso tempo, meritarsi fino in fondo tutto l’odio dei data entry men.

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10 Risposte to “La nausea (data entry men)”

  1. Mi sfugge il filo che dovrebbe legare La Nausea a post scritto.
    A me sembra che il romanzo di Sartre parli di tutt’altro e si rivolga a tutt’altra categoria di individui. A parte il fatto che entrambi i casi possano somatizzarsi con una nausea…

    • scrittiapocrifi Says:

      La Nausea racconta del disagio della protagonista di fronte alla contingenza della vita: essa si manifesta come sensazione di disagio fisico dell’uomo di fronte all’inutilità e alla mancanza di senso nelle cose che fa. La sua ricerca sul marchese di Rollebon è noiosa, petulante, inutile quasi come inputare dati di questionari in una matrice di dati.

      • Non lo so, secondo me è un pò diveso. Il romanzo lo vedo più come un’accusa al pensiero di un’intera società borghese che da significato ad una piatta esistenza solo in virtù delle abitudini e delle regole che la società gli impone. Per questo penso che se ci si libera di ogni pensiero imposto allora non basta più un lavoro noioso o inutile (quale anche è il mio) a svuotare di significati un’esistenza.
        In fondo alla fine il protagonista riprende a lavorare al libro su Rollebon . L’unica cosa che è cambiata dall’inizio del romanzo è la consapevolezza di aver trovato uno scopo e una valida motivazione.

  2. E’ sparito il mio commento?

    • scrittiapocrifi Says:

      No: è solo il sistema di moderazione di WordPress. Non l’ho voluto, e se riuscissi a disabilitarlo, sarei molto contento.

  3. scrittiapocrifi Says:

    Spero anch’io d’avere uno scopo e una motivazione per imputare dati. E’ che avolte te ne scordi.

  4. L’importante è l’associazione di idee. Alla fin fine non siamo altro che antenne. Quando captiamo poco o male arriva il mal di testa. E con lui la nausea.

  5. Chissà perché ai data entry men (no women no data?) avrei collegato Ionesco…vabbé ognuno la sua (s)parocchia

    • scrittiapocrifi Says:

      Prima regola dei data entry men: i data entry men in realtà non hanno sesso, ma solo righe e colonne a cui assegnare un valore. Seconda regola dei data entry men ognuno può citare chi gli pare per commentarne la meschina esistenza. Vanno bene Omero, Shakespeare, Clint Eastwood ma anche Arcangelo Pippanera il figlio della portiera, la portiera del palazzo che ce fà nà pippa arcà, arcà, arcà… Arcangelo Pippanera il figlio…

  6. secondo me è eccessivo parlare di regola… viva i dogmi

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